Contemporaneo

Recensione – “LA CASA DI KIMON” di Ivan Gambina

Titolo: La casa di Kimon
Autore: Ivan Gambina
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Self Publishing
Lunghezza: 255 pagine
Prezzo: Ebook €3,99 – Cartaceo €10,40 – Ache in Ku
Data di pubblicazione: Febbraio 2021

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SINOSSI

Dicembre del 1995. Dopo vent’anni di assenza, Salvo, un insegnante di Lettere quarantenne, ritorna nella sua città di origine, Siracusa. Il suo non è un viaggio di piacere, né una vacanza. Deve restare solo un giorno, giusto il tempo di sistemare alcuni documenti amministrativi, per poi ripartire immediatamente alla volta di Genova.
Tuttavia, un evento inatteso lo convincerà a prolungare la sua permanenza di altre ventiquattr’ore, e lo costringerà a fronteggiare le affilate e taglienti lame del passato. La storia si sviluppa quindi su due piani temporali differenti, quello del presente (1995) e quello del passato (1975), quando il giovane Salvo vive la sua storia d’amore con Leonard, un dottorando in Archeologia classica, che si trova a Siracusa per condurre delle ricerche di studio.
Due vicende distanti nel tempo, che camminano su binari paralleli, ma restano legate da una linea comune: il clamoroso ritrovamento archeologico di un’antica dimora greca, la Casa di Kimon.

ESTRATTO

Rimasero fermi, uno di fronte all’altro. Salvo aveva gli occhi
lucidi e, appoggiando le mani sulle spalle di Leonard, gli disse
solamente: «Verrò.»
Si strinsero forte, poi tornarono nuovamente al centro della
stanza e ricominciarono la loro danza. Salvo si lasciò guidare
restando appoggiato al suo largo petto, sui passi di una musica
che solo loro potevano udire. Come solo la sua mente riusciva a
fare, immaginando un incantesimo, vide le pareti della casa
liberarsi dalla vegetazione e innalzarsi attorno a loro; i muri si
illuminarono, e si tinsero di sgargianti colori vivaci, mostrando
decorazioni floreali e geometriche. Il soffitto bianco, attraversato
da possenti travi di legno, si richiuse sulle loro teste e gli sembrò
di percepire il calore di due grandi bracieri, che si
materializzarono nei suoi pensieri e si accesero nelle due
estremità opposte della sala. Per tutta la durata della loro danza,
quel posto era tornato a splendere. Un uomo con una lunga tunica
beige, appoggiato allo stipite di marmo scolpito, restò a guardarli
in silenzio, sorridendo e accarezzandosi la folta barba scura.


RECENSIONE

“Se la felicità dimora tra queste due braccia, è qui che voglio vivere per sempre.”

Ci sono libri che semplicemente ti lasciano senza parole, storie che ti tolgono il fiato sommergendoti di emozioni così soverchianti e intense da toglierti il respiro. Vicende così delicatamente commoventi che ti irretiscono tra le loro pagine meravigliose. “La casa di Kimon” è una di queste storie, una di quelle che non potrai dimenticare nella struggente delicatezza con cui ci viene raccontata, con cui ci viene narrato un’amore così profondo e sofferto, doloroso e mai dimenticato. Un sentimento così vero e totalizzante, morbido come una carezza lieve che trasmette ciò che le parole non sanno dire.

Ivan Gambina, autore della “Casa di Kimon”, è stata una vera scoperta, un piacere immenso leggere le pagine di una storia che sa emozionarti così profondamente. Ci narra una vicenda che si snoda su due piani temporali, due periodi storici difficili e sofferti, due epoche in cui amare poteva essere solo attuabile nell’oscurità e nella privacy, in un mondo difficile che ancora oggi ci accompagna da vicino tra falso perbenismo e ottusità, paure ignoranti e grettezza umana. Ci narra la bellezza di una scintilla di riconoscimento, un barlume di un sentimento che nasce e si alimenta, cresce e diviene il loro tutto per Salvatore e Leonard. Ci parla di una scoperta meravigliosa, un ritrovamento che è metafora di uno scoprirsi e accettarsi, amarsi e desiderare di viere appieno ciò che di più bello la vita possa mai darti. Ci parla purtroppo anche di dolore e ignoranza, omofobia e crudeltà umana attraverso un sapore dolce amaro che lentamente si insinua tra le parole, che ci porta a sospettare il dolore e il dispiegarsi degli eventi. È difficile, se non impossibile, rimanere impassibili alla commozione che lentamente sale come la marea, e come essa ci sommerge tra ineluttabilità e sofferenza. Venti anni sono passati da quel lontano passato che non ha saputo cancellare la potenza di un amore voluto dal destino, anni di amarezza e sconforto, lunghi istanti in cui un’anima ferita ha continuato a sopravvivere seppellendo ciò che di più prezioso aveva. Tornare nella sua terra natale, tanto amata e odiata, porterà Salvatore a rivivere la bellezza di un risveglio che ha il sapore di rimpianto e lacrime. Ora è arrivato il momento di chiudere definitivamente con il passato, di riscattare tutto ciò che è stato e a cui non è stato permesso di divenire.

“Tuo fratello fa parte di me, è nel mio cuore, nella mia mente, in ogni mio respiro. È a lui che dedico il mio primo pensiero, quando mi sveglio, ed è sempre lui che mi accompagna la notte, fino all’arrivo del sonno.”

Ivan Gambina ci parla attraverso uno stile pacato e misurato, attento e ben strutturato, perfettamente calibrato e vibrante di vita e emozioni. grazie ad un ritmo melodico, profondo e introspettivo, assorbiamo tutta la struggente bellezza di una storia unica ma allo stesso tempo come tante di quelle vissute e nascoste nell’ombra di una società che non sa o non vuole capire. Ci conquista tra la melodia delle sue pagine, con la morbidezza del suo ritmo, e con la bellezza di un sentimento così puro e incancellabile che non smette di palpitare, emozionare e far soffrire nella mancanza di ciò che avrebbe potuto essere, negandogli quel futuro che tanto avrebbe meritato. Viviamo la struggente amarezza e la rassegnazione che da troppi anni risiedono nel profondo dell’anima di Salvatore e che hanno creato un vuoto assordante che grida il nome del suo mai dimenticato amore per Leonard. Imperdibile.

Per te, inesauribile fonte di piacere e desiderio. Sarà l’acqua della tua sorgente a dissetarmi, fino all’ultimo giorno della mia vita. Tuo Leonard.

Classificazione: 5 su 5.

Copia ARC fornita dall’autore

IVAN GAMBINA

Ivan Gambina, nato a Ragusa il 28/12/1982. Ha una passione
per la musica, per i dischi in vinile, suona il pianoforte e la
chitarra. Ha vissuto a Torino per 17 anni, dove ha conseguito una
Laurea Specialistica in Storia dell’Arte. Oggi vive ad Albenga
(SV) e svolge la mansione di Direttore dei Servizi Generali
Amministrativi presso un Istituto scolastico dello Stato.