Poliziesco

Recensione – “Più che umano. Il passato che non c’è più” di Fabrizio “Jorily” Zuccari

Titolo: Più che umano
Il passato che non c’è più
Autore: Fabrizio “Jorily” Zuccari
Genere: Sci-fi/Poliziesco
Casa Editrice: Lupieditore
Lunghezza: 260 pagine
Prezzo: Ebook €4,99 – Cartaceo €14,99 – Anche in KU
Data di pubblicazione: 26 Giugno 2020

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Sinossi

Intrighi, omicidi, indagini apparentemente scollegate tra loro. In un mondo di domani un detective del passato, senza un passato, dovrà salvare il futuro.

«Questa tua attenzione per i dettagli insignificanti a volte mi irrita Lasttri, comunque la risposta è No! Non lo passiamo per ora alla C.I. perché di solito i trafficanti trasportano organi già espiantati più facili e meno ingombranti di un intero cadavere… o due! E perché prima vorrei risolvere l’omicidio del conducente.»

IL LIBRO
In un mondo futuro che non è più il suo il detective Adam Lasttri prova a ricostruire il puzzle di piccoli pezzi del suo passato intrecciando la sua vita con indagini su trafficanti di organi, omicidi, potenti corporazioni e la sua nuova famiglia di colleghi della polizia di Cidice, Città di Costa Est, la megalopoli una volta nota come New York.
Riuscirà un detective newyorkese, rimasto ibernato per oltre duecento anni, a risolvere un caso che potrebbe salvare la razza umana e restituirgli il suo passato?

L’ AUTORE
Fabrizio “Jorily” Zuccari, 3/8/1969.
Cittadino del mondo, sognatore del XX secolo di creature fantastiche e navi spaziali che vanta ricordi della TV in bianco e nero.
Cresciuto in parallelo alla storia dell’informatica, ambito nel quale lavora da più di 25 anni, trova sempre riflessi di colore anche tra i grigi 1 e 0 dei bit del suo computer.
Ha pubblicato diverse raccolte di racconti brevi comici, fantastici e romantici.
Finalmente alla sua “prova del romanzo vero”


RECENSIONE

Purtroppo le uniche immagini e sensazioni che mi ritornavano in mente erano sangue, colpi di pistola e freddo… tanto freddo.

Adam Lasttri, risvegliato dopo duecentocinquant’anni dall’ibernazione, non ha memoria, solo brandelli di  immagini e sensazioni che non riesce ad afferrare o catalogare, le sue percezioni cognitive sono intatte ma tutto ciò che lo riguarda come uomo è svanito nel nulla. Ritrovarsi in un futuro lontano, in un mondo completamente diverso, in un’umanità che è dovuta risorgere dalle ceneri della distruzione, e della guerra, lo destabilizza e confonde, ma lo rende anche determinato a proseguire il suo istinto e la giustizia. Lavorare come detective della polizia lo porterà a circondarsi di uomini e donne che impara a stimare e amare, a ricrearsi una famiglia, una rete di supporto che riempia il vuoto della sua mente e della sua intera esistenza dimenticata. Quando crede di poter aver raggiunto un equilibrio emotivo stabile un caso infrangerà ogni certezza, portandolo a scoprire la verità su se stesso e il suo passato. Una verità sconvolgente e dolorosa, una verità che potrebbe annientarlo o spingerlo a diventare più forte e decidere di vivere veramente.

Avevo accettato, ormai da qualche mese, di non avere un passato e avrei dedicato tutto me stesso al futuro, in un mondo che non era più mio da oltre due secoli.

Sono rimasta piacevolmente colpita da questa storia e dall’autore che la racconta. Amo i libri di suspense, gialli e thriller, amo gli enigmi e le indagini, Fabrizio “Jorily” Zuccari ci offre la possibilità di godere di tutto ciò unendolo anche a un aspetto scifi perfettamente inserito e curato lungo tutto lo svolgimento. Ho apprezzato tantissimo che la parte puramente scientifica non sia stata prevaricante rispetto al puro giallo, rendendo così l’intero sviluppo perfettamente omogeneo e fluido, plausibile e tangibile. I suoi personaggi sono ammalianti e ben caratterizzati a tutto tondo, uomini e donne sfaccettati e profondi che arricchiscono la storia di personalità peculiari,  donando così carattere e movimento alla trama. L’ambientazione futuristica è ricreata con semplicità e naturalezza, viene descritta con lievità e a piccoli tocchi che ne rendono l’assimilazione  accessibile e immediata anche per coloro che non sono avvezzi a terminologie specifiche.

“Più che umano. Il passato non c’è più” è un libro  che riesce a coinvolgerti emotivamente tra sconforto e dolore, insicurezza e incertezza attraverso le sue tinte un po’ fosche e tormentate. Una storia che ti conquista completamente fra le sue pagine nel tentativo di scoprire per primi la verità che si nasconde tra di esse. Una storia introspettiva in cui il protagonista cerca di capire se stesso nella ricerca del suo passato, un passato che gli scivola tra le maglie di una mente confusa e ferita, un passato che forse non è così importante per il proprio futuro e per ciò che sa essere la sua vera essenza. Dovrà imparare a vivere l’oggi per costruirsi il suo domani, un futuro pieno di prospettive e scelte che solo lui può decidere di compiere.

Mi sono sentita un po’ orfana una volta giunta al finale, mi è dispiaciuto salutare tutti i personaggi che lo hanno saputo rendere vivo e vitale. Mi auguro di poter ancora leggere di loro perché credo che abbiano ancora molto da raccontarci, altre avventure da vivere, altre indagini da seguire. Da non perdere.

[…] avevo rinunciato a ogni velleità di ricostruire un passato che, in realtà, non c’era mai stato, o, comunque, non valeva la pena ricordare.

Classificazione: 4.5 su 5.

Copia ARC fornita dall’autore

FABRIZIO “JORILY”ZUCCARI – AMAZON