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Recensione – “L’INVERNO DEL PROFETA” di Håkan Östlundh

Titolo: L’inverno del profeta
Autore: Håkan Östlundh
Genere: Thriller-Suspense
Casa Editrice: SEM
Lunghezza: 378 pagine
Prezzo: Ebook €7,99
Data di pubblicazione: 7 Maggio 2019

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Sinossi

Un hotel di lusso a Sarajevo. Una missione di pace e una cena di gala. Una relazione clandestina, come tante altre, tra due diplomatici svedesi. Un attentato nella hall dell’albergo.
Tra le vittime c’è il padre di Elias, studente svedese di ventiquattro anni. Nel giro di pochi giorni tutto il suo mondo crolla: non solo il padre è morto, ma deve anche convivere con la terribile possibilità di un tumore al cervello. È in questo frangente drammatico che il giovane conosce Ylva, capo nonché amante di suo padre, decisa tanto quanto lui a far luce sui misteri di quella morte violenta. Così i due uniscono le loro forze per scoprire i responsabili, e si ritrovano in mezzo a un intrigo internazionale che coinvolge partiti politici, forze diplomatiche e ricche aziende private in un vortice di interessi personali e sete di potere. Un thriller carico di suspense, che contraddice l’immagine tradizionale della Svezia come paese “virtuoso”, mostrando che lo scandalo e la corruzione esistono, spesso celati e protetti anche dal governo.
Håkan Östlundh immerge i suoi lettori nel vivo dell’azione e li accompagna fra colpi di scena e rivelazioni, proiettili e codici cifrati, mantenendo alta la tensione con la sua abilità di scrittore affilata come un coltello.


RECENSIONE

Cerca di convincersi che è tutto come al solito, perché è così che appare: una menzogna di cui ha bisogno per placare la febbre che brucia sotto la superficie, l’inquietudine senza posa che a poco a poco lo sta facendo impazzire.

“L’inverno del profeta” è un thriller politico dalle tinte noir, una vicenda che si snoda lungo strade buie, notti cupe e gelide. Håkan Östlundh ci racconta una storia avvincente e intricata in un susseguirsi di sospetti e tradimenti. È veramente difficile riuscire a capire chi siano i responsabili che hanno portato allo scatenarsi di una serie di eventi che sconvolgono la vita di Ylva ed Elias. La loro sete di verità, la determinazione ad non arrendersi e capire chi e perché, li metterà su un percorso difficile, li metterà al centro di ogni evento. Tra sospetti e tradimenti, interrogatori e fughe pericolose, Ylva ed Elias non sapranno più di chi fidarsi, non sapranno a chi appoggiarsi se non a loro stessi. Håkan Östlundh ci cattura grazie ad uno stile essenziale, scevro da ogni abbellimento che possa ammorbidirne gli eventi. Le sue descrizioni sono nette e precise, analitiche ed essenziali Tratteggia dei personaggi a tutto tondo, ricchi di sfaccettature, imperfezioni e paure. Sono uomini e donne connaturati da maschere di compostezza e impassibilità, educazione  ed etica sociale. Maschere volte a nascondere emozioni tumultuose che fremono e ribollono sotto una superficie che va lentamente sgretolandosi davanti a violenza e morte. Percepiamo lo sconvolgimento emotivo di Ylva ed Elias di fronte a corruzione e intrigo, azioni che faticano a razionalizzare con la, forse, chimerica visione di una Svezia “virtuosa” e incorruttibile. In un intrigo politico che prevarica ogni frontiera, i nostri due protagonisti dovranno lottare per la loro vita, mentre attorno a loro esplode la violenza, in un gioco di specchi dove ogni certezza e/o realtà viene distorta Di chi si possono veramente fidare? È poi così netta la distinzione tra bene e male se per necessità e insabbiamento entrambe le parti epurano testimoni pericolosi?

“L’inverno del profeta” è un thriller che cattura e ammalia in un alternarsi emozionale che ci accompagna lungo tutta la sua narrazione. Sinceramente devo ammettere che è un po’ difficile ritrovarsi con l’ambientazione e i nomi svedesi, una scenografia a noi così distante e poco nota, che però nulla toglie alla suspense della vicenda e all’intensità dei personaggi che la animano. Giunta alla parola fine mi è un po’ dispiaciuto abbandonare i due protagonisti, personaggi che forse hanno ancora molto da raccontarci. Forse in un prossimo volume potremo anche ritrovarli, speriamo.

VOTO 4.5/5


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