Biografie Autobiografie

Recensione-“STRONGER. Il coraggio ci definisce” di Jeff Bauman

Titolo: Stronger.
Autore: Jeff Bauman
Casa Editrice: Edizioni Piemme
Genere: Biografie Autobiografie
Lunghezza: 274 pagine
Prezzo: Ebook € 9,99- Cartaceo € 15,72
Data di pubblicazione: 26 Giugno 2018

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Sinossi

DA QUESTO LIBRO UN GRANDE FILM CON IL CANDIDATO ALL’OSCAR® JAKE GYLLENHAAL

«Ci vediamo al traguardo» dissi a Erin mentre passava davanti a me. «Ci sarò» annuì lei. In quel momento mi sembrò una cosa banale, la più normale del mondo. Suppongo che sia sempre così, prima che la sfortuna, o il caso, ti cambino la vita.

Il 15 aprile 2013 Jeff si trova a Boston, al traguardo della Maratona, una delle più importanti del mondo. Sta aspettando la sua fidanzata, Erin, che partecipa alla gara. Dopo mesi di incertezza, è lì per dimostrarle che tiene a lei e che vuole fare sul serio. Sono gli ultimi istanti di una vita normale, prima che si scateni l’inferno. Per un attimo Jeff perde i sensi. Quando riapre gli occhi, capisce che è esplosa una bomba e lui ha visto da vicino l’attentatore. E che le sue gambe non ci sono più.
A 27 anni deve ricominciare da capo. Niente è facile, dopo. Riprendersi dal trauma, imparare di nuovo a camminare, gestire il peso della notorietà. Eppure, la sua non è una storia di disperazione. È una storia di resilienza e ottimismo, la storia di un ragazzo che non si piega al destino, ma decide di affrontarlo a testa alta. È insieme anche la storia di un grande amore, quello della sua ragazza che lo ha salvato nei momenti bui della riabilitazione.
Jeff è la prova che proprio nelle avversità più grandi, si può scoprire di essere più forti di quanto non si sia mai sospettato. E che in coppia la forza non raddoppia, ma si moltiplica all’infinito.

 

Dalla seconda/terza di copertina

Era solo un ragazzo di 27 anni amante degli sport quando ha perso entrambe le gambe nell’attentato alla Maratona di Boston il 15 aprile 2013. La sua foto in carrozzina attorniato dai soccorritori ha fatto il giro del mondo. Oggi è padre di una bambina, avuta dalla fidanzata, che stava aspettando al traguardo della Maratona, e vive a Boston. Stronger, bestseller del New York Times, che racconta la

Dalla quarta di copertina

«Come Jeff mi ha insegnato, non c’è sfida che non possiamo superare.» Jake GyllenhaAl

RECENSIONE

Si girò verso di me. Non potevo vedere i suoi occhi, per via degli occhiali da sole, ma so che mi stava fissando. Ora so che intendeva uccidermi- pensava che sarei morto in meno di un minuto – ma il suo volto non tradiva nessuna emozione. Nessun dubbio. Nessun rimorso. Quell’uomo era una roccia.

Non so darvi una motivazione specifica che abbia agito da  spinta nella mia decisione di affrontare la lettura di “Stronger”, forse la pubblicità dell’uscita, a giorni, nelle sale cinematografiche del film tratto dal libro e che, sicuramente, non perderò.

Jeff Bauman inizia a raccontarci la sua storia negli attimi precedenti la prima esplosione,  il caos scatenatosi subito dopo, il suo rendersi immediatamente conto di essere rimasto completamente senza gambe, il soccorso immediato e tempestivo che gli ha salvato la vita e la corsa verso l’ospedale in una lucidità e presenza di pensiero che sono spiazzanti e sconvolgenti.

Jeff ci e si racconta, ci delinea la sua vita prima dell’attentato, una vita tranquilla, una famiglia ricca di persone dal buon cuore, sempre pronti ad aiutarsi anche se possedevano poco, la sua mancanza di spinta al successo, la sua mancanza di obiettivi a lungo termine fino all’incontro con la sua fidanzata Erin.

Ero giovane. Non sapevo dove stessi andando, ma sapevo che non avevo nessuna fretta di arrivarci.

Non ho intenzione di stare a tediarvi con il raccontarvi tutti gli eventi narratici nel libro, quello su cui voglio porre l’accento è, sicuramente, lo stile narrativo di Jeff, uno stile semplice e immediato, scorrevole e discorsivo. Lui si rivolge a tutti noi raccontandoci in maniera diretta e senza artifici la sua lotta per la vita, per poter tornare a camminare. E’ quasi praticamente impossibile non commuoversi durante alcuni passaggi, capire la devastazione emotiva, gli incubi, il panico, il non sentirsi più al sicuro nella propria città, nelle strade e tra la gente.

Questa esperienza mi ha segnato. Si potrebbe dire che sono diventato sospettoso. So quanto possano essere malvagi gli esseri umani, e sono cauto, perché c’è gente cattiva là fuori. Ma so anche un’altra cosa: che i cattivi sono rari. Le brave persone sono dappertutto.

Difficile non percepire, nonostante la semplicità e la sdrammatizzazione di esposizione, i traumi e il dolore, la voglia di nascondersi e lasciarsi andare, ma Jeff decide di combattere, decide di “continuare a vivere” di essere quell’esempio di forza simbolica di cui è stato investito dalla gente. Ci viene raccontato il suo coinvolgimento nella cattura degli attentatori, la coesione e la generosità della gente nell’aiutare i superstiti, ma anche le sue difficoltà e fallimenti, il suo dolore e le aspettative, impariamo così a conoscere l’uomo che è Jeff Bauman, un uomo che ha imparato ad apprezzare la vita e le persone amate ancor di più.

No, non intendo dargliela vinta. Non sono una vittima. E nemmeno i Corcoran, o gli Odom, o tutte le altre persone che ammiro. Diventeremo tutti più forti, persino le famiglie di coloro che non ci sono più. Non voglio cedere alla rabbia, perché la rabbia mi renderebbe più simile a lui. 

Jeff Bauman decide di scrivere “Stronger” per raccontare al mondo intero quanto sia stato duro, doloroso e faticoso il suo percorso di ripresa; come terapia per riuscire a metabolizzare un trauma che gli ha tolto il sonno e che lo accompagnerà per il resto della sua vita e come ringraziamento per tutti coloro, nel mondo, che si sono adoperati, con una parola o un gesto, ad aiutare i soppravvisuti dell’attentato di Boston 2013.